A.I.A.S. sezione Busto Arsizio

Tecarterapia e sperimentazione


Tecarterapia e sperimentazione

Nel 2008 presso il nostro Centro si è svolto un corso di aggiornamento per gli operatori del Servizio di riabilitazione neuromotoria sulle tecniche di elettrostimolazione, delle terapie fisiche  e su una recente metodica di intervento  denominata TECARTERAPIA.

In particolare la Tecarterapia, (Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo) è una tecnica che stimola energia dall'interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antiinfiammatori.

Il suo principio deriva dalla constatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito.

L'idea di trasferire energia ai tessuti infortunati è comune a molte terapie, ma tutte somministrano energia proveniente dall'esterno.

La Tecarterapia richiama invece le cariche elettriche dei tessuti, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori (piastre) affacciati e separati da un isolante.

Collegando i due conduttori a un generatore elettrico di differente potenziale, sui conduttori si accumulano cariche elettriche che si oppongono alla corrente fino a ridurla a zero quando il sistema è carico.

Nella Tecarterapia un elettrodo è collegato a un generatore (con frequenza di 0,5 Mhz), mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico. Nella zona sotto terapia si avrà un flusso di cariche con attivazione metabolica ed un effetto termico endogeno (cioè che nasce dall'interno).

Se l'elettrodo mobile non è elettricamente isolato, la concentrazione di cariche avviene nei tessuti a più alta resistenza (osso e articolazioni) che fungono quindi da isolanti (contatti resistivi).

Gli effetti della Tecarterapia sono un aumento dell'attività metabolica con aumento della produzione di ATP – adenosin tri fosfato (e quindi una velocizzazione della riparazione), un aumento della circolazione ematica e del drenaggio linfatico a causa della vasodilatazione da calore (e quindi una migliore ossigenazione dei tessuti e il riassorbimento degli edemi).

Il vantaggio della Tecarterapia rispetto ad altre terapie energetiche deriva dal fatto che l'energia proviene dall'interno e può quindi interessare anche strati profondi, non trattabili con trasferimenti esterni di energia per i danni che potrebbero essere causati alla cute dalle energie emesse.

I trattamenti a disposizione nella tecar sono due:

  1. Capacitivo
  2. Resistivo

Il programma capacitivo agisce in superficie e produce un effetto di massaggio miorilassante.

Il resistivo agisce in profondità (anche fino a 3 cm) raggiungendo l'osso e i tendini e serve per aumentare il metabolismo delle cellule.

Questa terapia non ha effetti secondari né controindicazioni ed è in grado di trattare patologie dolorose, infiammatorie, osteoarticolari e muscolari di qualsiasi distretto del corpo.

Sulla scorta delle caratteristiche della Tecarterapia il Servizio Neuromotorio del Centro Aias di Busto Arsizio ha proposto di avviare una sperimentazione sui bambini con paralisi cerebrale infantile a livello del tricipite surale per verificare la possibilità di ottenere una riduzione della componente visco-elastica, caratteristica  frequente nei nostri bambini affetti da questa patologia, in quanto sappiamo che la spasticità modifica le proprietà strutturali del muscolo che rimanendo a lungo nella stessa posizione, specie in condizioni di ipertono, tende ad irrigidirsi, cioè a ridurre la propria cedevolezza estenso-elastica.

Con la Tecarterapia  si potrebbe  produrre un effetto miorilassante atto a migliorare l'estensibilità del muscolo.

Ci si attende un miglioramento delle lunghezze muscolari relative all'articolazione tibio-tarsica.

Il Comitato Scientifico del nostro Centro ha approvato tale progetto di sperimentazione che è stato sottoposto in seguito al dr. Morandi, Responsabile Scientifico per l’Italia della azienda produttrice della Tecar, la Unibell International.

Anche in questo caso il progetto è stato favorevolmente accolto.

Il dr. Morandi, i nostri Enrica Berra, fisioterapista, e dr. Matteo Porro, Medico Specialista in Medicina Fisiaca e Riabilitativa,  hanno steso la bozza di  protocollo per tale sperimentazione.

Lo studio viene effettuato su 10 bambini affetti da paralisi cerebrale infantile che presentano un accorciamento della lunghezza muscolare dell’articolazione tibio tarsica.

5 di questi bambini appartengono al gruppo “sperimentazione” e vengono  sottoposti alle sedute di Tecarterapia, mentre gli altri 5 bambini appartengono al gruppo “controllo”  ed effettuano  normali sedute di fisioterapia.

A tutti i bambini della sperimentazione viene effettuata mensilmente, dal Medico Specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa, una misurazione articolare dell'articolazione tibio-tarsica,  per tutta la durata della sperimentazione stabilita in sei mesi.

Lo Specialista non conosce a quale dei suddetti  gruppi appartengono i bambini, al fine di non influenzare le misurazioni.

L’individuazione dei bambini del gruppo di studio è stata fatta in base a criteri ben precisi sia di inclusione che di esclusione.

Tra i criteri di inclusione, ad esempio, citiamo l'età dei bambini (4-15 anni), l'assenza di interferenza con la tossina botulinica e ovviamente  il colloquio preliminare con i genitori per il consenso.

Tra i criteri di esclusione  i casi riguardanti  bambini non affetti da paralisi cerebrale infantile e/o già sottoposti ad interventi chirurgici di allungamento.

Al termine del periodo di sperimentazione verranno elaborati i dati raccolti.

In caso di raggiungimento degli obbiettivi prefissati si passerà alla definizione di un protocollo per l'utilizzo della Tecarterapia in tutti i casi nei quali si vorrà ridurre la componente connettivale del muscolo.

Per saperne di piú scarica la presentazione.

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